La vera povertà - My Hobbies by Antonietta Forte

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La vera povertà

Emozioni > 5° Gruppo

LA VERA POVERTA’  

La povertà vera non di saio si veste,
essa è invisa perfino ai barboni più mesti.
Non chiede perdono, né mendic’asilo,
elegant’è il suo abito, forbito il suo stile.

In seno la vipera, dolcemente sorride,
avvelena l’ignaro, si mostra ‘sì mite.
Si atteggia, riflette, poi punisce gli schietti,
infida  corrompe e si ostenta perfetta.

O è mafia che uccide e scrive sentenze
o è mafia che gioca con la povera gente:
due, di spaiato codice, trasversal vendette,
d’ugual vergogne intrise e di logica banditesca.

Ahi lauta povertà d’oltraggio serva
e schiava dell’insania tua proterva,
dov’è il tuo Dio, lo Stato, il saggio scranno?
Tutti reclusi nei tuoi “motivi” scarni?

Vani gli appelli, gli eloqui ed i balzelli,
caduti sotto i colpi dell’imbelle.
Triunviro o  cecchino, a tradimento,
condanna ognor feroce gli innocenti.

Il Dio che perdona coprirà di pietà
gli empi rancori e le orbe viltà.
Sarà nerbo l’amaro sull’ignobile lingua,
che, ahimè, il boccone, ingollar non potrà.  

I suoi figli non sanno, sono certo migliori,
ma è greve il tributo da pagare agli orrori.
Alfin,  miserabile, da tutti è scordata,
pur da quelli che sempre l’aveva(n) osannata.

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